La solitudine tra gli anziani in Europa: una realtĂ  che non possiamo ignorare

In Europa, 2 donne su 5 e 1 uomo su 5 sopra i 65 anni vivono la solitudine; da qui, l’importanza di approfondire la questione. Una ricerca ha provato a rispondere ad alcune domande:

  1. Come le persone anziane caratterizzano la solitudine percepita (loneliness, in inglese) e l’isolamento sociale (social isolation, in inglese)?
  2. Come pesano genere, convivenza e scolaritĂ  sulle definizioni di solitudine e di isolamento sociale?

  • Come le persone anziane caratterizzano la solitudine percepita (loneliness, in inglese) e l’isolamento sociale (social isolation, in inglese)?

Nella maggior parte delle risposte, gli intervistati individuano i due termini come concetti teoricamente distinti, così come fanno gli studiosi, ma nella realtà quotidiana considerano queste due condizioni talmente collegate da poter venire scambiate tra di loro. In maggior dettaglio, la solitudine viene più spesso motivata dalla “morte” (di persone care), a prescindere dal fatto di vivere o meno da soli: ciò contribuisce ad avvicinare concretamente la solitudine vissuta soggettivamente con la condizione oggettiva che deriva dalla perdita effettiva di relazioni significative. L’isolamento sociale viene definito invece in modo più vario: esclusione sociale e perdita di contatti con chi vive fuori casa (2 persone su 5), o come condizione scelta volontariamente (1 su 3). Ma colpisce il 15 % di identificazione con una punizione per una qualche colpa percepita. In ogni caso, a monte dell’isolamento sociale starebbe soprattutto la disabilità.

  • Come pesano genere, convivenza e scolaritĂ  sulle definizioni di solitudine e di isolamento sociale?

Solitudine – convivenza: quasi 3/4 delle persone che vivono solamente con un partner definiscono la solitudine come una sensazione personale.

Solitudine – scolaritĂ : chi ha ricevuto una educazione fino a 13 anni di scolaritĂ  tende a vedere nella solitudine una sensazione sviluppatasi per ragioni personali a prescindere dal tipo di convivenza, mentre nel sottogruppo di chi ha una scolaritĂ  compresa fra 8 e 12 anni prevale l’identificazione fra solitudine e deprivazione di relazioni significative.

Il genere non pesa sulle interpretazioni della solitudine.

Genere, convivenza e scolarità non sono collegate statisticamente a visioni particolari dell’isolamento sociale

Al di là del contributo scientifico intrinseco e delle indicazioni per indagini future, questa ricerca può offrire ricadute nei confronti della Sanità Pubblica. Infatti ne derivano due suggerimenti principali:

  1. Facilitare rapporti che possano aiutare a superare condizioni di lutti e perdite di relazioni importanti.
  2. Fornire supporto psicologico a chi percepisce l’isolamento sociale come una punizione che fa espiare una qualche colpa.

Per ottenere le informazioni su cui sono basati risultati e conclusioni, tra gennaio e marzo 2019 sono state intervistate 132 persone, prevalentemente ultra80enni, cognitivamente integre, residenti ad Abbiategrasso.

La ricerca è frutto di una collaborazione fra la Fondazione Golgi Cenci e la sede di Ancona dello INRCA (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani).

Link per leggere l’articolo completo: https://doi.org/10.1186/s12877-025-05678-2

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